Le Parlamentarie e le Primarie

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Le parlamentarie sono state inaugurate da Beppe Grillo nell'ambito del Movimento 5 Stelle e consistono nel votare online i candidati delle liste elettorali per le elezioni politiche.

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English: Beppe Grillo in Piazza Castello in Turin for the campaign of the Movimento 5 Stelle Piemonte, 14 March 2010. Italiano: Beppe Grillo in Piazza Castello a Torino per la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle Piemonte, il 14 marzo 2010. (Photo credit: Wikipedia)

ebbene siano sorte diverse polemiche intorno a questa iniziativa che io ritengo positiva e innovativa, anche se da perfezionare in senso cattolico, cioè universale, penso sia ora di andare oltre il meccanismo elettorale che prevede la scelta dei candidati politici e amministrativi tramite le elezioni. Meccanismo elettorale, tra l'altro, ormai obsoleto e iniquo perché tende a escludere coloro che non vengono eletti, quindi imperfetto, discriminatorio e anticattolico.

Le Primarie invece, secondo Wikipedia, sono: "una competizione elettorale attraverso la quale gli elettori o i militanti di un partito politico decidono chi sarà il candidato del partito".

Il meccanismo elettorale, per sua natura, tende ad escludere quei candidati che non raggiungono abbastanza voti e questo, dal mio punto di vista, è iniquo.

Ogni cittadino deve poter governare il territorio nel quale vive, per diritto naturale e acquisito e non solo quando raggiunge il quorum di voti, dopo essersi candidato. Tutti i cittadini, se vogliono esercitare la loro sovranità reale, dovrebbero avere il diritto di governare la cosa pubblica ed esercitare il potere supremo su di essa, senza dover essere eletti.

Woody in difesa della Costituzione

Woody in difesa della Costituzione (Photo credit: aldoaldoz)

Se questo diritto non viene riconosciuto, ma viene subordinato a delle regole limitative, non si può più parlare di sovranità popolare come recita ipocritamente l'art. 1 della Costituzione che, nel secondo comma, dice: "La sovranità appartiene al popolo", ma contraddicendosi quando aggiunge: "che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Se la sovranità del popolo trova nella Costituzione dei limiti, allora secondo me, non si può più parlare di sovranità.

Infatti "sovranità", secondo il dizionario Zingarelli, significa: "Potere supremo di comando". Ma se questo potere supremo trova dei limiti, non si tratta più di potere supremo (perché supremo significa che è posto più in alto di ogni altra cosa), ma di potere limitato e quindi non si può più parlare di potere supremo e quindi nemmeno di sovranità.

Allora sarebbe stato più onesto scrivere il secondo comma dell'art. 1 della Costituzione in questi termini: "Il popolo non è sovrano, ma soggetto alle forme e ai limiti della Costituzione" oppure: "La sovranità appartiene alla Costituzione alla quale il popolo è sottomesso". Altrimenti ci prendiamo solo in giro, dimostrando di non conoscere il significato delle parole e di quello che si scrive.

Per il resto, se il popolo vuole essere sovrano e non succube di terze parti, deve poter esercitare il potere assoluto senza alcuna limitazione. Ogni cittadino quindi dovrebbe poter gestire se stesso e la cosa pubblica nelle forme che ritiene più opportune e convenienti, nel rispetto della sovranità altrui.

Ne consegue che ogni cittadino sovrano ha diritto naturale di prendere parte alle decisioni che lo riguardano e di partecipare gratuitamente alla gestione della cosa pubblica senza alcun bisogno di pagliacciate come le primarie e le conseguenti elezioni, mettendo a disposizione della collettività il proprio tempo e i propri talenti.
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