Di tutto un Blog

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Solo ora ho letto l'articolo su Tuttolibri del 12/03/2005 di Gianluca Nicoletti: "Di tutto un Blog". Bellissimo. Mi è piaciuto un casino quel pezzo e mi ha divertito leggerlo. Anche il disegno di Matteo Pericoli è in tono con il testo dell'articolo.

Senti come inizia l'articolo: " La blogosfera italiana si è costruita come un universo piramidale non scalfibile ed elitario. Altro che libertà espressiva e letteratura spontanea. A dettar legge sono qualche decina di fighetti, alcuni ben supportati e vellicati da amici con addentellati old mediatici e quindi ogni loro ruttino diventa sublime espressione di novità, ...".

Magnifico, splendida architettura letteraria... quel "ogni loro ruttino diventa sublime espressione di novità" mi ha fatto venire un prurito che non ho più resistito dall'astenermi e dal non dire qualcosa anch'io.

E' da tempo che non leggo pezzi così ben scritti e pungenti sulla blogosfera. Nicoletti dice che i blogger sono una élite piramidale. Ha ragione. Innanzi tutto per bloggare bisogna sapere usare il computer e questo taglia via tutta quella feccia ignorante che non lo sa usare. Sapere usare e padroneggiare un computer vuol dire saperlo accendere e già questo non è semplice perché non tutti sanno che certi pc hanno l'interruttore dietro all'alimentatore, vicino alla ventola e che non basta premere il pulsante sul davanti per accenderlo. Troppo difficile arrivarci se non hai una laurea.

Seconda cosa. Per aprire un blog bisogna avere delle idee, cioè bisogna avere qualcosa da dire e non tutti hanno qualcosa da dire. Quindi il cerchio si restringe e l'élite si fa sempre più èlite. Che poi questa élite fighetta abbia anche la pretesa di dettar legge mi sembra logico e scontato. Tutto ciò che è mediatico prima o poi finisce per dettar legge e condizionare il pubblico più acritico.

Nicoletti, nel suo articolo, sa mettere a nudo la realtà della Blogosfera con una analisi spietata e arguta, ma veritiera e ci azzecca in pieno quando dice che il blog si espande verticalmente verso il basso e tende all'indefinito.

E' così per tutte le élite, compresa quella dei giornalisti, degli ingegneri e degli avvocati. Se poi guardiamo alla élite dei politici non resta che mettersi le mani nei capelli. Lì, sì che si sprofonda.

Bellissimo questo passaggio di Nicoletti: "Il suk dei sottoblog, i paria che si devono accontentare di plebee con-directory? Non appaiono nella ricerca. Quelli sono i reietti che nascono e muoiono senza nemmeno un righino da parte di chi 'tiene i contatti' con i multiple name, gli anonimus e gli hacker pentiti?".

Nicoletti poi prosegue in un crescendo di punzecchiature e provocazioni veramente intelligenti sul modo di essere blogosfera. Non sono d'accordo con lui quando dice che il blog deprime e che è un vizio solitario per la maggior parte di quanti ne coltivano la pratica.

Secondo me, invece, i blogger sono persone meravigliose e oserei dire i salvatori del mondo. Sì perchè sanno vedere là dove molti giornalisti non sanno vedere e ti dicono le cose dal loro punto di vista, senza filtri editoriali, con franchezza, in modo genuino e chiaro. Il giornalista invece essendo pagato e dovendo rendere conto ad un editore è più facile che abbia le mani legate, o meglio la tastiera ingessata e questo in molti casi distorce l'informazione.

L'articolo di Nicoletti ha creato un putiferio di polemiche e commenti sul Web, tanto più che Anna Masera ha scritto successivamente un articolo su "La Stampa" ("Guarda 'o blog quant'è bello", del 16 marzo 2005) dando spazio alla replica di Gianluca Nicoletti ("Non riesco a sorprendere"). Anna Masera è una delle poche giornaliste che mi piace quando scrive. Lei non ha peli sulla tastiera e quello che ha da scrivere lo scrive senza guardare nel video di nessuno. Tra l'altro, oltre a scrivere bene, sa dare voce a tanti internauti, usando toni pacati, ma decisi, facendosi così paladina delle loro rimostranze.

Masera è una una giornalista, secondo me, un po' strana, ma che sa bloggare bene e non ho capito perchè ha deciso di chiudere lo spazio dei commenti del suo blog su "La Stampa".
Forse, dopo la lettura dell'articolo di Nicoletti, si è spaventata e ha deciso di chiudere quello spazio temendo una blogoinsurrezione. Boh! In questo modo però snatura completamente il suo blog, ed è un vero peccato perché a me piace scrivere nello spazio dei commenti.

Un altro giornalista che mi piace è Massimo Gramellini che tiene la rubrica "Buongiorno" su La Stampa. I suoi articoli, oltre ad essere spesso intrisi di una sana ironia, sono un concentrato di intelligenza e arguzia veramente invidiabili.

Ne avessero i giornali di giornalisti come Nicoletti, Masera e Gramellini.

Invece tra i blogger che apprezzo di più c'è Massimo Mantellini, giornalista di Punto Informatico, con il suo Manteblog. Mantellini, come Gramellini (fanno pure rima), molto spesso sa essere arguto e intelligente, scrivendo articoli che stimolano la discussione e la riflessione facendoti venire voglia di replicare nel suo blog e relativo spazio per i commenti.

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