Algoritmi al governo

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Quest'anno, a Marzo, si dovrebbero tenere le votazioni per eleggere i candidati per il rinnovo dei due rami del Parlamento: Il Senato e la Camera dei deputati.

Con il progresso tecnologico, scientifico  e culturale, dal mio punto di vista, come ho spiegato già in un precedente articolo, le elezioni tradizionali sono ormai diventate obsolete e, secondo me, non rispondono più alle esigenze di una società in continua evoluzione e trasformazione. Per cui andare a votare, per me, non ha più significato, perché possiamo trovare nuove e più efficienti forme di governo e di amministrazione in grado di garantire democrazia, giustizia nel rispetto delle istanze di ogni cittadino.

Cosa propongo quindi in alternativa alle elezioni tradizionali? Propongo l'Algoritmo su protocollo criptato come per esempio il protocollo Blockchain (che in questo caso non ha niente a che vedere con i bitcoin e le criptomonete).

Sì, la mia cultura informatica mi porta a pensare in termini di algoritmi e non in termini di voti, per cui io propongo un algoritmo open source (a codice aperto) da scrivere e da implementare su uno o più computer interconnessi, sotto il controllo di tutti i cittadini a mezzo di database distribuiti, nel rispetto dei principi costituzionali. Visto che gli algoritmi sono in grado di governare le risorse di un computer, non vedo perché non possano governare le risorse di una società.
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An animation of the quicksort algorithm sorting an array of randomized values. (Photo credit: Wikipedia)


Ogni cittadino fa pervenire, tramite un protocollo tipo blockchain per esempio, le sue istanze non al suo referente alla Camera o al Senato tramite il voto, ma al "computer centrale" che sostituisce il Parlamento e gli attuali deputati e senatori. Il Computer centrale riceve le istanze provenienti da tutti i cittadini in tempo reale e le elabora secondo i criteri costituzionali di uguaglianza e di giustizia da scrivere nell'Algoritmo (di intelligenza artificiale) e restituisce risposte e soluzioni sulla base delle risorse disponibili, delle necessità e delle richieste pervenute.

Se una richiesta non è fattibile, l'algoritmo illustra cosa si può fare per renderla fattibile e se le modifiche necessarie ricevono l'approvazione non della maggioranza, ma di tutti i cittadini, il 100% dei cittadini, l'algoritmo provvede a realizzare le modifiche negli assetti socio economici di ogni cittadino al fine di realizzare la richiesta, altrimenti la scarta. Se anche solo un cittadino non approva le modifiche, l'algoritmo può tentare di andare incontro alle istanze del cittadino dissenziente offrendo soluzioni alternative da riproporre a tutti i cittadini in un loop che può anche essere infinito al fine di ottenerne l'approvazione all'unanimità, prima di scartarla.

E' chiaro che un approccio di questo genere richiede profonde modifiche nell'assetto socio-economico e politico della società a partire dalla delegittimazione della Proprietà Privata per rendere possibile l'assegnazione delle risorse comuni in uso e non in proprietà al cittadino che ne ha bisogno, per essere riassegnate alla comunità al termine del loro utilizzo. Gli inconvenienti possono essere quelli che noi informatici chiamiamo deadlock (stallo), dove le richieste della maggioranza possono venire bocciate dalla minoranza o da un bastian contrario.

Ecco quindi che la minoranza o il bastian contrario acquisisce la sua importanza condizionando la maggioranza che non può fare come vuole, perché senza il consenso della minoranza l'algoritmo si ferma, a meno che l'algoritmo trovi la soluzione e raggiunga un accordo che tenga conto delle istanze della minoranza o del bastian contrario di turno.

Una società controllata da uno o più algoritmi richiede che il cittadino abbia fiducia nell'algoritmo e questa fiducia la può dare se l'algoritmo è a codice aperto, sotto il controllo dei cittadini stessi che possono intervenire per modificarlo quando necessario, con modifiche improntate su criteri di uguaglianza, giustizia e sicurezza. Il protocollo blockchain (attualmente usato nelle transazioni da diverse cripto-monete) è solo un possibile esempio di  implementazione per tenere una traccia sicura delle domande e delle offerte provenienti dai cittadini e dallo "Stato".

Questa è la mia bozza di proposta in alternativa alle elezioni che ritengo superate, obsolete e non più rispondenti alle dinamiche di modelli sociali ed etnie sempre più interconnesse e conviventi: usare la potenza computazionale e la tecnologia blockchain non per finalità finanziarie e speculative come avviene ora, ma per finalità sociali nel rispetto delle risorse ambientali e delle istanze umane, su basi di uguaglianza e giustizia, indipendentemente dalle forze politiche in campo e delle loro istanze che premiano sempre e solo il più forte (la maggioranza), coloro che hanno i mezzi e le forze per condizionare l'opinione pubblica verso i loro interessi privati o quelli dei loro sostenitori politici.

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