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Italiano: Pieve Fissiraga - Monumento alla Cos...

Italiano: Pieve Fissiraga - Monumento alla Costituzione della Repubblica Italiana (Photo credit: Wikipedia)

In questo post ho fatto un copia - incolla del testo di legge costituzionale come riportato in Gazzetta Ufficiale GU Serie Generale n.88 del 15-4-2016 (www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/04/15/16A03075/sg) aggiungendo, per ogni articolo della costituzione modificato, quello originale da modificare, altrimenti trovo difficile capire cosa va a modificare il testo della Riforma costituzionale.

Per capire meglio il quesito referendario sul quale si vota e quali modifiche vengono fatte al testo costituzionale originale consiglio la lettura del testo: La Riforma Costituzionale (Testo a fronte con la Costituzione vigente) backup link: ac0500n.pdf

L'art. 11 modifica l'art. 71 della Costituzione, per cui occorrono centocinquantamila firme anziché cinquantamila per proporre una legge di iniziativa popolare. Il popolo ci rimette e lo prende in quel posto, un valido motivo per votare No incazzati.

Non capisco l'art 15 che modifica e sostituisce l'art. 75 della Costituzione che riguarda le modalità di convocazione e validità dei referendum. Ho dato una mia interpretazione più avanti.

Con l'art. 17 che modifica l'art. 78 della Costituzione, viene esautorato il Senato dal deliberare lo stato di guerra. Del resto al Senato restano solo più competenze territoriali limitate.

Con l'art 24 che modifica l'art. 88 della Costituzione il Presidente della Repubblica può solo sciogliere la Camera dei deputati. Buon per lui.

Con l'art. 28 viene abrogato l'art. 99 della Costituzione. Abrogare un articolo della Costituzione che definisce il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) significa sopprimere il Consiglio stesso? L'art.40 sopprime il CNEL. Io avrei eliminato anche la Corte dei Conti e il Consiglio di Stato.

Con l'art. 29 che modifica l'art. 114 della Costituzione verrebbero  abrogate le Province. Un valido motivo per votare Sì ad occhi chiusi.

Con l'art. 31 che sostituisce l'art. 117 della Costituzione verrebbero ridefinite o aggiornate le competenze o meglio le potestà legislative tra Stato e Regioni. Molto interessante.

Con l'art. 35 che modifica l'art. 122 della costituzione verrebbero posti dei limiti agli emolumenti dei componenti degli organi regionali ed equilibrio tra i sessi nella rappresentanza. Dovrebbero essere i cittadini a definire gli emolumenti dei componenti gli organi regionali e statali.

Per approfondimenti scaricare il testo La Riforma Costituzionale, backup link: AC0500P.pdf


Riforma costituzionale: il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale
Disegno di legge, 12/04/2016 , G.U. 15/04/2016 Pubblicato il 18/04/2016


CAMERA DEI DEPUTATI
TESTO LEGGE COSTITUZIONALE

Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione». (16A03075) (GU n.88 del 15-4-2016)


Standard of former presidents of the Republic ...

Standard of former presidents of the Republic of Italy (Photo credit: Wikipedia)

Avvertenza:
 
Il testo della legge costituzionale e' stato approvato dal Senato della Repubblica, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, nella seduta del 20 gennaio 2016, e dalla Camera dei deputati, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, nella seduta del 12 aprile 2016. Entro tre mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del testo seguente, un quinto dei membri di una Camera, o cinquecentomila elettori, o cinque Consigli regionali possono domandare che si proceda al referendum popolare. Il presente comunicato e' stato redatto ai sensi dell'art. 3 della legge 25 maggio 1970, n. 352.

Bettino Craxi

Bettino Craxi (Photo credit: Wikipedia)

Questo è il quarto post della serie "Il comico e l'economista" dove il comico è (o era) Beppe Grillo uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle, mentre l'economista è Mario Monti, senatore a vita.

La questione mi piace sintetizzarla, dal mio punto di vista, nei seguenti termini..

English: Silvio Berlusconi Deutsch: Silvio Ber...

English: Silvio Berlusconi Deutsch: Silvio Berlusconi (Photo credit: Wikipedia)

Esiste un "ricco" signore ed esiste un "povero" signore, da che mondo è mondo. Il povero si rivolge al ricco per chiedergli dei soldi in prestito. Il ricco concede i soldi in prestito al povero perché li investa in strumenti di lavoro che gli permettano di lavorare e lo sollevino dalla sua condizione di "povertà" in modo da poter arricchirsi e restituire il prestito al ricco signore con gli interessi. A garanzia del prestito ottenuto il povero, ingenuamente, ci mette la sua casa e quella degli amici.

Ottenuto il prestito, il povero non spende i soldi per comprarsi un computer e l'attrezzatura per progettare sistemi automatici computerizzati per la pulizia dei cessi e delle latrine degli edifici pubblici da vendere sul mercato globalizzato  realizzando un profitto per arricchirsi e per ripagare il prestito con gli interessi come vorrebbe il ricco signore, ma utilizza e spende il prestito per pagare le vacanze in Grecia all'amica, all'amico, all'amica dell'amico, all'amico dell'amica, ecc., proprio come ha letto nelle pagine del Vangelo dove Gesù dice ai discepoli di usare le inique ricchezze per farsi degli amici così quando non avranno più ricchezze gli amici li ospiteranno nelle loro dimore.

Fatto sta che con il tempo i soldi del prestito stanno per finire e il "povero" signore si trova di nuovo quasi senza soldi e per rimanere amico dei suoi amici è costretto a rivolgersi di nuovo al "ricco" signore per chiedere un altro prestito per poter continuare a mantenere le vacanze in Grecia agli amici e agli amici degli amici che lo acclamano e lo osannano.

Ora però, il ricco signore prima di concedere un altro prestito al povero signore vuole che gli venga rimborsata almeno una parte del precedente prestito con gli interessi, minacciando, in caso contrario, di pignorare la casa al povero signore e ai suoi amici. Perché nella ipocrisia di una economia capitalista che ama definirsi buona funziona così: i debiti vanno onorati, altrimenti si viene dichiarati falliti. Al che il povero signore si vede costretto, piangendo, a revocare le vacanze in Grecia agli amici e agli amici degli amici, a richiamarli al lavoro a casa con buona pace di Gesù e del Vangelo.

A questo punto gli amici del povero signore incominciano a storcere il naso e ad arrabbiarsi con lui minacciandolo di non farselo più loro amico se decide di tagliare le loro vacanze in Grecia, costringendoli a ritornare a casa a lavorare.

Il povero signore, purtroppo, non ha alternative, lui vorrebbe continuare a pagare le vacanze in Grecia dei suoi amici con i soldi del ricco signore, ma deve interrompere le vacanze in Grecia degli amici se vuole ottenere dal ricco signore una proroga sulla restituzione del prestito con gli interessi che nel frattempo sono cresciuti, perché l'interesse è composto e non perdere la casa data in garanzia. Naturalmente gli amici e gli amici degli amici del povero si incazzano tutti e lo mandano a stendere, non  facendolo più loro amico.

English: Beppe Grillo, Italian comedian, activ...

English: Beppe Grillo, Italian comedian, activist and blogger. (Photo credit: Wikipedia)

Nel frattempo entra in scena un altro povero signore più simpatico del precedente povero. Questo signore sa far ridere e sa raccontare barzellette e battute molto meglio del precedente povero anche quando ci sarebbe da piangere, uno che tutti vorrebbero come amico anche perché questo nuovo povero è arrabbiatissimo, furibondo, con il ricco signore e con i suoi amici banchieri che stanno ricattando il povero signore e i suoi amici minacciando di vendergli la casa. Lui vuole salvare la casa dell'altro povero che rischia di essere venduta all'asta perché pignorata. Infatti questo nuovo povero ha scoperto che la casa dell'altro povero è poi anche casa sua.

Questo nuovo povero più simpatico che tutti vogliono come amico, per salvare la casa dell'altro povero che è anche la sua, dalla vendita all'asta, deve in qualche modo andare a parlare con il ricco signore per trovare un accordo, una proroga, un compromesso, perché il ricco signore rivuole indietro i suoi soldi con gli interessi e non è più disposto a fare prestiti e tanto meno a fare sconti al povero signore e ai suoi amici.
Prof. Mario_Monti

Prof. Mario_Monti (Photo credit: Wikipedia)


Per parlare con il ricco signore che ci ha messo i soldi, poiché il nuovo povero e il ricco signore non si conoscono direttamente tra di loro, questo nuovo povero più simpatico, deve prima incontrarsi con l'amico di fiducia del ricco signore che ha gli agganci giusti e conosce il giro del ricco signore al quale presentarlo per farselo amico in modo che possa fare da intermediario per guadagnarsi un minimo di credibilità e fiducia dal ricco signore, perché essere referenziati dagli amici è sempre meglio che non esserlo ed è più probabile raggiungere un compromesso, un accordo, una proroga, con il ricco signore che vanta indietro i suoi soldi con gli interessi.


In questo video come in altri video precedenti e successivi, il noto scrittore e filosofo Serafino Massoni detta a Luigi Di Maio il programma politico su Famiglia e Proprietà Privata.




Altro video di Serafino Massoni per Luigi Di Maio su patriarcato, matriarcato, capitalismo, proletariato, famiglia, proprietà privata: https://youtu.be/KT6LtGIr2tc

Mi chiedo se andare a votare per eleggere rappresentanti politici o amministrativi per il parlamento europeo o per il mio Comune di residenza, facendo perdere tempo e soldi ai cittadini, ha ancora senso.

Marketing Map

Marketing Map (Photo credit: miss_rogue)



Dopo una profonda e intensa meditazione, sono giunto alla conclusione che no, non ha più senso andare a votare. Non ha più senso perché le elezioni, oramai, non sono altro che la conclusione di una  campagna di marketing dove chi è più in gamba a farsi pubblicità, dove chi ha più soldi da investire in marketing politico-elettorale, dove chi ha più carisma e capacità in mezzi di comunicazione, riesce a prevalere su altri e a raccogliere il consenso popolare, in termini di voti raccolti e quindi di maggioranza di voti, ad esclusivo suo vantaggio.

Ritengo che le elezioni e il relativo voto di preferenza siano una farsa, un diritto/dovere civile ormai diventato obsoleto, perché non garantisce più la democrazia, la giustizia e soprattutto l'uguaglianza sociale. Per cui non andrò a votare, perché inutile oltre che ipocrita.

Dispiace. Tuttavia penso sia ora di smetterla di continuare a prendersi in giro con l'ipocrisia delle elezioni-marketing.

Ogni cittadino ha il sacrosanto diritto e dovere di partecipare alla vita politica e amministrativa del territorio sul quale poggiano i suoi piedi, senza dover passare dalla legittimazione proveniente dal  consenso popolare che, come ho detto prima, è diventato una farsa, non più adeguato ai tempi di oggi.

Non si capisce perché un presunto candidato politico o amministrativo, o meglio, un comune cittadino con una sua idea in testa, debba sottoporsi all'umiliazione del consenso popolare per poter portare avanti le sue idee belle o brutte che siano.

Se un cittadino ha una idea politica in testa o un progetto che intende realizzare, perché si deve sottoporre al consenso popolare?  E' da stupidi. Piuttosto coltivi e concimi la sua idea e la realizzi. La verità è che la bella idea del politico è solo la scusa sulla quale quel politico fa leva per conquistare il potere attraverso il consenso popolare della sua idea. Così è da stupidi anche andare a votare per scegliere tra una rosa di progetti o programmi politici di altri, quando poi finisci, con il voto, per dare un potere ad un cittadino che prima o poi te lo mette nel culo. A quel punto tanto vale occuparsi del territorio in prima persona.

Le elezioni potevano andare ancora bene qualche anno fa, ma ora non più, perché ora vige la dittatura del marketing politico.

Cosa significa la parola "marketing"? Lo dice il dizionario Zingarelli: "Complesso delle attività volte ad approfondire la conoscenza del mercato potenziale di un prodotto e a organizzarne la vendita nel modo migliore".

Hai capito? Significa "... organizzare la vendita nel modo migliore" di un certo prodotto. Il candidato politico o amministrativo si mette in vendita o cerca di venderti i suoi progetti, nel modo migliore. E tu, povero cittadino, abbocchi come un pesce lesso, dando il tuo voto in cambio di una promessa di idea che non ti appartiene, ma che dà potere decisionale al candidato politico e non a te.

La strategia di marketing è sempre la stessa: creare un bisogno, farti credere che tu abbia bisogno di un determinato prodotto o servizio per il tuo bene, quando invece soltanto tu puoi sapere cosa è necessario per il tuo bene e non altri.

E' la stessa strategia usata anche nel marketing religioso di bassa lega, dove si crea il prodotto "dio", necessario per la tua salvezza. La salvezza diventa il tuo bisogno primario, mentre "dio" diventa il prodotto che risolve il tuo bisogno di salvezza. Così nascono gli opportunisti come i "santoni" ai quali occorre rivolgersi a caro prezzo per acquistare il prodotto "dio" che risolve il tuo problema. Ma come si fa a ridurre Dio a quel livello?

Dal momento che soltanto tu puoi sapere cosa è bene per te, perché soltanto tu puoi conoscere bene le tue esigenze e i tuoi limiti, sei tu che hai il diritto e il dovere di partecipare in prima persona all'amministrazione e alle scelte politiche che ti riguardano e non altri. Questo diritto-dovere lo puoi e lo devi esercitare senza dover passare dal consenso popolare. E' lo Stato stesso che ti dovrebbe tutelare e mettere in condizioni di poter esercitare il tuo diritto/dovere di partecipare alle decisioni che ti riguardano, in prima persona e non per delega, salvaguardando la tua dignità, senza passare dall'umiliazione del dover cercare il consenso popolare e dalla relativa maggioranza per realizzare te stesso.

Infatti, il consenso popolare che si esprime tramite il voto e la relativa maggioranza, ha la sola funzione di fare da filtro pilotabile e malleabile, escludendo certe scelte a favore di altre, escludendo certi soggetti a favore di altri, il tutto a tuo svantaggio, cioè a svantaggio di coloro che si ritrovano in minoranza e che vengono tagliati fuori e, quindi, discriminati nelle loro esigenze.

Perciò alle elezioni europee o regionali o comunali (che sarebbe meglio chiamarle per quello che sono sempre state, cioè "selezioni pilotate"), io non ci sarò,  perché io sono già qui a mia disposizione per realizzare me stesso. E' un diritto di tutti, realizzare i propri desideri. i propri progetti europei e locali sulla base delle proprie esigenze e nessuno lo può impedire.

Perciò io a votare non ci vado, non perché disprezzi le elezioni, anzi, ma perché le ritengo un esercizio ormai anacronistico, assurdo e non più rispondente alle esigenze del cittadino libero e consapevole. Voglio quindi andare oltre, per rafforzare il potere di autodeterminazione che ogni cittadino deve avere nei confronti di se stesso e dell'ambiente nel quale vive.
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Un vero Stato coinvolge i suoi cittadini nella sua amministrazione.
Un vero Stato non si fa terzo rispetto ai suoi cittadini, facendosi persona giuridica.
Un vero Stato non legittima la proprietà privata, ma fonda la sua economia sulla comunione dei beni e non sul mercato.

pre 1992 Italian sign for no passing for all v...

pre 1992 Italian sign for no passing for all vehicles allowed. (Photo credit: Wikipedia)

Un vero Stato non discrimina i suoi cittadini, ma provvede a dare lavoro e casa a tutti i cittadini.

Tutti i cittadini hanno il diritto e il dovere di partecipare all'amministrazione dello Stato, nessuno escluso, fornendo la propria competenza intellettuale e la propria manodopera gratuitamente nel mantenere i servizi e le risorse di base necessarie alla vita comunitaria e, di conseguenza, tutti i cittadini hanno il diritto di usufruire gratuitamente dei servizi di base da loro stessi erogati.

E invece no! Lo Stato assume i propri dipendenti selezionandoli sulla base dei curriculum e sulla base di concorsi pubblici, creando una classe di "privilegiati" e di "tutelati" regolarmente stipendiata. In questo modo lo Stato discrimina i cittadini creando ingiustizie e sperequazioni tra i cittadini stessi.

Non comprendo perché una parte di cittadini eletta o assunta su concorso pubblico, lavora stipendiata e tutelata sotto lo Stato, nella Pubblica Amministrazione, nei Comuni, nelle Regioni, nelle Province, ecc, mentre un'altra parte di cittadini deve sbarcare il lunario lavorando in proprio.alla ricerca di un lavoro che spesso non c'è o sotto privato e, quando non trova lavoro, ritrovarsi disoccupata o vivere di miseri sussidi pubblici.

Un vero Stato dovrebbe chiamare a turni tutti i cittadini, organizzarli, inquadrarli e dovrebbe obbligarli a partecipare in prima persona gratuitamente alla sua amministrazione e all'erogazione dei servizi di base comunitari (mensa, alloggio, sanità, istruzione, minuto mantenimento, sicurezza, difesa, formazione professionale), formandoli e istruendoli nel rispetto delle loro capacità, predisposizioni ed esigenze. Di conseguenza ogni cittadino dovrebbe poter usufruire dei servizi erogati, gratuitamente. Lo Stato è il cittadino.

E invece no, Lo Stato si fa terzo, si fa persona giuridica e legittima l'abuso della proprietà privata, fonda la sua economia sul mercato, sulla concorrenza, sull'imposizione fiscale e sulle loro speculazioni e ingiustizie, creando discriminazione tra ricchi e poveri, occupati e disoccupati, capienti e incapienti, proprietari e nullatenenti. Io mi vergognerei di presiedere uno Stato del genere.

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Oggi il post lo lascio fare in parte a Serafino Massoni, condividendo questo suo video su Massimo Gramellini e il Movimento 5 Stelle.




Sì, perché Massimo Gramellini, il 18 giugno 2013, ha scritto su La Stampa, nella sua rubrica Buongiorno, un articolo ironico dal titolo : Cittadina Realtà, dove un ipotetico cittadino disoccupato e senza casa si rivolge ad un ipotetico cittadino Cinquestelle, chiedendo di essere aiutato. L'articolo di Gramellini ironizza sulla inconcludenza dei Cinquestelle.

Voglio dire invece che di ironie ce ne sarebbero da fare molte, soprattutto sulla vera Realtà che riguarda anche le buche delle strade di Torino.

La verità è che i consiglieri comunali Cinquestelle si sono interessati dei problemi veri del loro Comune e hanno protocollato, già un anno fa, una interrogazione avente ad oggetto “Pavimentazione dissestata in piazza Carignano” per segnalare il problema delle buche nelle strade e per chiedere conto dell’esecuzione dei lavori e sollecitare una sistemazione. Ma di questo Gramellini non ne parla.

Se poi L'assessore Lubatti risponde ai Cinquestelle che: i lavori sono stati eseguiti bene ed è normale che ogni tanto alcuni sampietrini si stacchino, ma purtroppo “nell’ultimo periodo, la riduzione delle risorse economiche, in particolare per la manutenzione ordinaria, non permette la necessaria azione preventiva di mantenimento” come riportato sul sito del consigliere comunale cinquestelle Vittorio Bertola, non ti viene voglia di fare della sana ironia se poi una senatrice inciampa e cade in una di quelle buche?

Mi sa che ad essere inconcludente, secondo me, è l'amministrazione comunale di Torino, capeggiata da Piero Fassino, se si deve aspettare che una senatrice inciampi in quelle buche perché il Comune si muova e copra le buche.

Prof. Mario_Monti

Prof. Mario_Monti (Photo credit: Wikipedia)

Otto anni fa intitolavo un post: "Mario Monti a capo del Governo" era il 13 aprile 2005. Mario Monti abbiamo avuto occasione di provarlo. Purtroppo Mario è stato mandato in campo nei tempi supplementari, quando ormai l'Italia perdeva 4 a 0 con la Germania e non ha potuto impedire che l'Italia incassasse altri goal in una partita già compromessa. Non dico che sia stata una esperienza negativa, preferisco dire piuttosto che, del mio punto di vista, è stata una esperienza deludente per via delle sue dimissioni volontarie dal campo di gioco e la conseguente mancata abolizione delle Province, riforma che si è conclusa in un nulla di fatto, una serie di rigori che l'arbitro gli ha concesso all'ultimo minuto dei supplementari e che lui non ha voluto tirare in porta, solo perché un suo compagno di gioco non aveva fiducia nel suo destro.

Italiano: Una piastrella del Muretto di Alassi...

Italiano: Una piastrella del Muretto di Alassio autografata da Beppe Grillo (Photo credit: Wikipedia)

Ora, per coerenza, dico: Beppe Grillo a capo del Governo. Il successo elettorale del M5S da lui fondato, legittima un impegno di Beppe Grillo come capo del Governo. Lo so che siamo fuori tempo massimo, ma Beppe Grillo è un formidabile attaccante e i suoi pallonetti sono spiazzanti. Il Presidente della Repubblica dovrebbe richiamare Bersani, Berlusconi e Monti e mandare in campo Beppe Grillo nominandolo senatore a vita, come ha fatto con Mario Monti e poi affidargli l'incarico di capitano della squadra. E' un problema nominare Beppe Grillo senatore a vita? Qualcuno può obiettare che Beppe Grillo è stato condannato negli anni passati. Cazzate! Se è per quello anche Gesù è stato condannato.
IHS monogram, on top of the main altar of the ...

IHS monogram, on top of the main altar of the Gesù, Rome, Italy. (Photo credit: Wikipedia)


Non fossilizziamoci su ideologie idiote campate per aria. Beppe Grillo è il primo a teorizzare che chi ha una condanna passata in giudicato non dovrebbe stare in Parlamento e per coerenza non si è candidato. Comunque quella è una ideologia idiota dal mio punto di vista, perché mette la stupidità della Legge umana al primo posto nella scala dei valori, invece di valutare il buon senso delle idee. Il buon senso suggerisce di eliminare il Parlamento quando questo si riempie di pregiudicati, non il contrario. Se vogliamo, anche Gesù è stato condannato, ma la condanna di Gesù non ha impedito che lui diventasse il capo della Chiesa. Perché? Perché le sue idee sono piene di buon senso.

Quali sono le opere pie che Beppe Grillo ha fatto e che gli darebbero il merito del titolo di senatore a vita da parte del Presidente della Repubblica? Una sola grande opera, spesso dimenticata e non valorizzata: essere stato attore protagonista nel film di Luigi Comencini: "Cercasi Gesu' ".

Bisogna rivederlo quel film per capire tutta la grandezza artistica di Beppe Grillo.


E invece, il Presidente della Repubblica nomina dieci saggi, (perché 10 e non 12 ?) tutti rigorosamente uomini, nessuna donna, come i dodici apostoli chiamati da Gesù. E dire che Giorgio Napolitano proviene da un passato virtuoso, politicamente orientato a sinistra dove i diritti delle donne, di solito, trovano più spazio che non in altre forze politiche.

Io non condivido la decisione di Giorgio Napolitano e non la capisco. I dieci saggi, che siano uomini o donne, li avrei lasciati a casa e avrei chiamato al loro posto Beppe Grillo, basta e avanza. Mi chiedo quanto vengono a costare questi dieci saggi, non penso che lavorino a gratis.
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parma

parma (Photo credit: ho visto nina volare)

Federico Pizzarotti è il Sindaco del Comune di Parma, appartenente al Movimento 5 Stelle. Nel video sotto riportato Pizzarotti viene contestato dai dipendenti del Comune di Parma.

Nel titolo del video si legge "Parma Pizzarotti contestato duramente da 300 dipendenti comunali il 14/03/2013".

300 dipendenti comunali ?
A Parma ci sono trecento dipendenti comunali ?

Ma siamo matti? Se a Parma ci sono 300 dipendenti comunali, io vorrei sapere quanti sono  i dipendenti comunali nelle altre città come Roma, Milano, Torino. Quanti sono in totale i dipendenti comunali di tutti gli 8000 e passa Comuni italiani?  E quelli delle Province e delle Regioni, dello Stato, delle Agenzie e dei Ministeri? Se a Parma, che è una media cittadina del Nord, di circa 177.000 abitanti, ci sono 300 dipendenti comunali, quanti ce ne saranno per citta come Torino, Milano Roma ?

177.000 / 300 = 590, vuol dire che ogni dipendente comunale è mantenuto da circa 590 cittadini di Parma. Sfido io che Parma va in bancarotta.Se quella è la media anche per gli altri 8000 Comuni d'Italia, nel senso che, per ogni Comune, appena 590 cittadini devono mantenere un dipendente comunale, senza contare le spese di gestione, riscaldamento, pulizia e mantenimento delle varie sedi comunali. edifici, strutture burocratiche, che gravano sempre sui cittadini, allora per l'Italia, secondo me, non c'è salvezza. Non c'è salvezza, perché la mole di tasse da pagare per mantenere tutto questo esercito e tutti i servizi collegati  ti ammazza, facendo preceipitare tutta l'economia in un default che si trascina dietro, prima o poi, tutti i cittadini sia privati, sia del pubblico impiego.



Poi io non so se i dipendenti comunali di Parma sono effettivamente 300, non ho verificato, è una informazione che prendo per buona. Il dato l'ho ricavato dal titolo di quel video.

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La scuola del seggio 3

La scuola del seggio 3 (Photo credit: ludik)

Purtroppo queste elezioni politiche 2013 mi hanno deluso. I due principali outsider hanno fatto cilecca. Né Beppe Grillo con il M5S, né Mario Monti con la Lista Scelta Civica sono riusciti a sfondare per conquistare la maggioranza alla Camera e al Senato. Invece i due principali soggetti responsabili del dissesto italiano di questi ultimi 20 anni sono ancora lì a riderci in faccia.
Gli italiani hanno avuto tra le mani l'occasione per mandarli a casa e non hanno saputo approfittarne. Mi fa comunque piacere leggere su  La Stampa online che nel mio paese: Nole, il M5S ha preso il 30,34% dei voti alla Camera, risultando il primo partito e il 28,56% dei voti al Senato.

Cosa possono fare ora i grillini con un misero 25% di consensi o un Mario Monti con un ancor più misero consenso del 10% di fronte al pur misero 30% del centrosinistra e al pur misero 30% del centrodestra che sommati fanno un bel consistente 60% di inciucio? Chi ha vinto le elezioni sono i soliti due che hanno governato l'Italia da venti anni a questa parte, inciuciandosi l'uno con l'altro a nostre spese.

Mario Monti - Caricature

Mario Monti - Caricature (Photo credit: DonkeyHotey)

Mario Monti, secondo me, ha avuto poca grinta, dando così corda agli inciuci. Prima, i furbacchioni gli hanno fatto fare il gioco sporco del rigore, facendogli aumentare le tasse, incrementando l'IMU insieme all'età pensionabile e lui ci ha messo la faccia inconsapevole di cosa i suoi colleghi gli covavano dietro, poi dopo, incassato il facile bottino, lo scaricano di brutto, additandolo come il principale responsabile del dissesto italiano. Lui, invece di mandarli a stendere, si dimette da solo con garbo, pago di aver compiuto la sua missione di salvezza dell'Italia, per poi candidarsi come se niente fosse successo, avendo già perduto la faccia e la verginità, lasciando incompiuto il programma di riduzione delle province e della spesa pubblica.

La Federica Salsi

La Federica Salsi (Photo credit: Giovanni Favia)

Beppe Grillo, per quanto sia riuscito a riempire le piazze in campagna elettorale, non è riuscito a riempire il parlamento. Ha voluto fare il padre padrone espellendo Federica Salsi e Giovanni Favia forse come pericolosi dissidenti, due splendide persone, provocando lo squallido spettacolo di insulti che ne è uscito.
Giovanni Favia

Giovanni Favia (Photo credit: Giovanni Favia)


Così ha dato corda ai media per poter additare il M5S come movimento antidemocratico e dispotico, segandosi da solo una buona parte di consensi e di questo mi dispiace perché un po' più di tolleranza e senso di responsabilità, secondo me, avrebbe permesso al M5S di raggiungere un risultato migliore e probabilmente la maggioranza almeno alla Camera.

Re
English: Beppe Grillo, Italian comedian, activ...

English: Beppe Grillo, Italian comedian, activist and blogger. (Photo credit: Wikipedia)

sta comunque il fatto positivo che, bene o male, sia la lista Scelta Civica, sia il Movimento 5 Stelle sono riusciti ad entrare in Parlamento e a Beppe Grillo va riconosciuto l'impegno e il merito di aver portato una ventata di aria fresca in Parlamento.

Ma a questo punto, scalzare la vecchia nomenclatura e dare inizio ad una vera riforma sarà arduo. Per cui penso che continuare ad assistere ad inciuci non valga più la pena. Tanto vale sciogliere i due rami del Parlamento, mandare tutti a casa e ogni cittadino impari a governarsi per conto proprio secondo il buon senso del padre o madre di famiglia.

Video - Festa (poco) democratica


Quali erano poi le domanda da fare a Bersani?
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Il filosofo liberale francese
Alexis de Tocqueville, French political thinke...

Alexis de Tocqueville, French political thinker and historian. (Photo credit: Wikipedia)

Alexis de Tocqueville, già nell'ottocento, scrisse un libro nel quale dibatteva sui vari risvolti della democrazia in America. Da quanto leggo su Wikipedia, alla voce: la democrazia in America, secondo Tocqueville, "la democrazia in America,aveva alcune potenziali debolezze: il dispotismo popolare, la tirannia della maggioranza, l’assenza di libertà intellettuale, ciò che gli sembra degradare l’amministrazione e favorire il crollo della politica pubblica di assistenza ai più deboli, dell’educazione e delle lettere. Il libro predice anche la violenza tra i partiti politici ed il fatto che gli incoscienti giudichino i saggi".

In effetti, in democrazia maggioritaria, comanda la maggioranza sulla minoranza. La maggioranza può trasformarsi in un potere dispotico e tirannico, arrivando a sopprimere anche le libertà individuali, se il suo potere non viene in qualche modo controbilanciato o limitato.

Democrazia, significa "potere al popolo", significa conferire al popolo la sovranità e il potere di governare. Sarebbe ora interessante chiedersi se la democrazia è populista. Sì, la democrazia è populista. Un democratico non può non essere populista, perché il termine populismo significa, secondo il dizionario Zingarelli: "Ideologia caratteristica di movimento politico o artistico che vede nel popolo un modello etico e sociale".

Dare il potere e la sovranità al popolo equivale a considerare il popolo come un modello etico e sociale, equivale a vedere nel popolo qualcosa di positivo di cui fidarsi, altrimenti il potere non glielo dai. Ma populismo, in termini spregiativi, significa anche "Atteggiamento che mira ad accattivarsi il favore popolare mediante proposte demagogiche, di facile presa". Anche secondo questa definizione, la democrazia, mettendo il potere nelle mani del popolo, può essere vista come un atteggiamento demagogico e di facile presa che mira ad accattivarsi il favore del popolo. Io ti do il potere se tu mi dai il voto, quello è il ricatto populista.

Del resto, demagogia e democrazia poggiamo sul comune denominatore della parola latina "demo" che significa popolo.

Alla luce delle definizioni di "democrazia" e "populismo" possiamo quindi concludere che un ordinamento sociale democratico è populista.

Non comprendo, quindi, come mai un candidato politico democratico come Mario Monti e che io stimo, si schieri contro ogni forma di populismo, da come si legge nelle prime pagine della sua agenda elettorale. Schierarsi contro il populismo significa implicitamente schierarsi anche contro la democrazia, perché la democrazia è una forma di populismo.

Dal mio punto di vista non si può essere democratici e nello stesso tempo definirsi antipopulisti, contro il populismo. Se sei contro ogni forma di populismo, il buon senso vuole che il potere, il governo e la sovranità al popolo non glieli dai e quindi non puoi essere democratico. Tuttavia non vale il contrario: il populismo non è detto che sia democratico. Il populismo può arrivare a proteggere il popolo, a difenderlo, a valorizzarlo, ma a non dargli il potere e la sovranità. Si può essere populisti ma non democratici.

Io non ho problemi a definirmi, politicamente parlando, un populista democratico. Vedere nel popolo un modello etico e sociale da valorizzare e costruire, democratico, dove per democratico non intendo la democrazia maggioritaria, ma la democrazia diretta orizzontale dove ognuno vale uno, come afferma Beppe Grillo, equivale a dire, con parole diverse, che la mia libertà si ferma dove inizia la tua libertà e che la tua libertà si ferma dove inizia la mia libertà.

La democrazia maggioritaria, la democrazia rappresentativa per delega, dove uno vale 10, 100, 1000, ecc. invece può essere pericolosa perché può trasformarsi in tirannide e dispotismo a danno delle libertà individuali. In questi termini ha senso schierarsi contro il populismo. Là, dove il populismo arriva a mettere nelle mani della maggioranza del popolo rappresentato da una élite parlamentare, un potere e una sovranità che può ritorcersi contro lo stesso popolo e la sua libertà, allora ha senso schierarsi contro il populismo. Ma a quel punto ci si dovrebbe schierare anche contro la democrazia rappresentativa maggioritaria che sta alla base della nostra civiltà occidentale.

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Le parlamentarie sono state inaugurate da Beppe Grillo nell'ambito del Movimento 5 Stelle e consistono nel votare online i candidati delle liste elettorali per le elezioni politiche.

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English: Beppe Grillo in Piazza Castello in Tu...

English: Beppe Grillo in Piazza Castello in Turin for the campaign of the Movimento 5 Stelle Piemonte, 14 March 2010. Italiano: Beppe Grillo in Piazza Castello a Torino per la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle Piemonte, il 14 marzo 2010. (Photo credit: Wikipedia)

ebbene siano sorte diverse polemiche intorno a questa iniziativa che io ritengo positiva e innovativa, anche se da perfezionare in senso cattolico, cioè universale, penso sia ora di andare oltre il meccanismo elettorale che prevede la scelta dei candidati politici e amministrativi tramite le elezioni. Meccanismo elettorale, tra l'altro, ormai obsoleto e iniquo perché tende a escludere coloro che non vengono eletti, quindi imperfetto, discriminatorio e anticattolico.

Le Primarie invece, secondo Wikipedia, sono: "una competizione elettorale attraverso la quale gli elettori o i militanti di un partito politico decidono chi sarà il candidato del partito".

Il meccanismo elettorale, per sua natura, tende ad escludere quei candidati che non raggiungono abbastanza voti e questo, dal mio punto di vista, è iniquo.

Ogni cittadino deve poter governare il territorio nel quale vive, per diritto naturale e acquisito e non solo quando raggiunge il quorum di voti, dopo essersi candidato. Tutti i cittadini, se vogliono esercitare la loro sovranità reale, dovrebbero avere il diritto di governare la cosa pubblica ed esercitare il potere supremo su di essa, senza dover essere eletti.

Woody in difesa della Costituzione

Woody in difesa della Costituzione (Photo credit: aldoaldoz)

Se questo diritto non viene riconosciuto, ma viene subordinato a delle regole limitative, non si può più parlare di sovranità popolare come recita ipocritamente l'art. 1 della Costituzione che, nel secondo comma, dice: "La sovranità appartiene al popolo", ma contraddicendosi quando aggiunge: "che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Se la sovranità del popolo trova nella Costituzione dei limiti, allora secondo me, non si può più parlare di sovranità.

Infatti "sovranità", secondo il dizionario Zingarelli, significa: "Potere supremo di comando". Ma se questo potere supremo trova dei limiti, non si tratta più di potere supremo (perché supremo significa che è posto più in alto di ogni altra cosa), ma di potere limitato e quindi non si può più parlare di potere supremo e quindi nemmeno di sovranità.

Allora sarebbe stato più onesto scrivere il secondo comma dell'art. 1 della Costituzione in questi termini: "Il popolo non è sovrano, ma soggetto alle forme e ai limiti della Costituzione" oppure: "La sovranità appartiene alla Costituzione alla quale il popolo è sottomesso". Altrimenti ci prendiamo solo in giro, dimostrando di non conoscere il significato delle parole e di quello che si scrive.

Per il resto, se il popolo vuole essere sovrano e non succube di terze parti, deve poter esercitare il potere assoluto senza alcuna limitazione. Ogni cittadino quindi dovrebbe poter gestire se stesso e la cosa pubblica nelle forme che ritiene più opportune e convenienti, nel rispetto della sovranità altrui.

Ne consegue che ogni cittadino sovrano ha diritto naturale di prendere parte alle decisioni che lo riguardano e di partecipare gratuitamente alla gestione della cosa pubblica senza alcun bisogno di pagliacciate come le primarie e le conseguenti elezioni, mettendo a disposizione della collettività il proprio tempo e i propri talenti.
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Ho visto il video che l'Ansa di ieri segnala in un articolo dal titolo: "Fuori onda shock del consigliere M5S: 'Nel movimento non c'è democrazia'" Favia attacca Casaleggio parlando a un giornalista di La7, "rischiamo di esplodere".

Favia è il consigliere regionale dell'Emilia Romagna eletto nelle liste del M5S.

Mi è piaciuto il suo intervento-intervista perché ha detto ciò che pensava senza tanti peli sulla lingua dimostrando di essere un vero "grillino" che ragiona con la propria testa. Non mi è piaciuto il modo in cui l'ha detto, cioè a microfono spento, dimostrando a mio avviso una certa ipocrisia. Quelle cose vanno dette a microfono accesso guardando fisso la telecamera come se dentro all'obiettivo ci fosse il tuo interlocutore, assumendosi le proprie responsabilità di quello che si dice.

Veniamo ai contenuti. La democrazia nel M5S. Ma quale democrazia? A me personalmente della democrazia intesa come rappresentanza da parte dei partiti e dei loro delegati interessa un tubo.

Democrazia significa: potere al popolo. Per la precisione, secondo la definizione del vocabolario Zingarelli, la parola "democrazia" significa: "Forma di governo in cui la sovranità risiede nel popolo che la esercita per mezzo delle persone e degli organi che elegge a rappresentarlo".

Quindi la democrazia implica la rappresentanza del popolo. Non sei tu cittadino che eserciti la tua sovranità (potere supremo di comando) direttamente, ma la eserciti indirettamente attraverso dei rappresentanti che eleggi a caro prezzo e ai quali affidi il tuo potere. Rappresentanti, tra l'altro, che non sei tu a scegliere, ma altri al tuo posto e ai quali tu sei solo tenuto a dare un voto di delega scegliendo tra una rosa di candidati dove spesso non ti identifichi. Dopo di che, tu, come cittadino, sei tagliato fuori da ogni decisione che ti riguarda.

Per di più in democrazia, la sovranità appartiene alla maggioranza e non alla minoranza. Per cui, nel caso tu ti trovi in minoranza, la tua sovranità finisce in quel posto.

Il M5S, pare di capire, cerca di andare oltre questo concetto di rappresentanza, perché quando Beppe Grillo urla dalle piazze che "ognuno vale uno", facendo di quel semplice motto il filo conduttore di tutto il Movimento 5 Stelle, praticamente manda a quel paese il concetto di rappresentanza e quindi è come se mandasse a quel paese il concetto di democrazia che sulla rappresentanza si fonda.

Se io come ipotetico cittadino-candidato raccolgo voti, praticamente è come se raccogliessi deleghe, perché ogni voto in democrazia è una delega (secondo lo Zingarelli. la "delega" è "L'atto con cui si conferisce a un'altra persona la capacità di agire in vece propria").

Quindi, se raccolgo deleghe (voti), io non valgo più uno, ma valgo tanto quanto sono i voti-delega che ho raccolto. Il mio potere non vale più 1, ma può valere 10, 100, 1000, ecc. E questo contraddice il principio che ognuno vale uno.

C'è anche un altro importante discorso da fare in democrazia. Siccome in democrazia vince la maggioranza, chi comanda, alla fine, non è il cittadino, ma chi ha la capacità di influenzare la maggioranza dei cittadini in una direzione piuttosto che in un'altra. In questa capacità di influenzare i cittadini, i mass-media svolgono un ruolo importante. TV e radio, in primo luogo e, in secondo luogo, la stampa e l'editoria, cioè riviste e giornali, hanno maggiore potere di influenza perché sono mezzi che comunicano da uno a molti.

Per ultimo c'è Internet che non essendo un mass-media tradizionale in quanto la sua forma di comunicazione è da uno a uno, il suo potere di comunicazione e di influenza è relativamente molto più limitato rispetto agli altri. Quindi capisci che chi ha il potere di controllare i mezzi di comunicazione tradizionali da uno a molti come TV, radio e giornali, ha anche il potere di controllare l'orientamento dei cittadini, esercitando lui il potere, rendendo la democrazia una pura ipocrisia-illusione, se prima quel potere di controllo dei mass-media non ritorna nelle mani dei cittadini stessi.

Se Favia e molti come lui insistono sui principi di democrazia intesa come rappresentanza-delega, senza prima risolvere il problema del controllo dei mezzi di comunicazione, si mettono in contraddizione con loro stessi e con lo stesso M5S che, al principio di democrazia-delega tipico dei partiti tradizionali, pare di capire intenda sostituire il principio di democrazia-diretta, dove è il cittadino a rappresentare se stesso e le sue esigenze nelle istituzioni senza costosi intermediari e delegati tra i piedi a decidere per lui, ma attraverso semplici portavoce o consiglieri a cui affidare non il potere di decidere sulla pelle dei cittadini, ma i bisogni di ogni cittadino davanti alle istituzioni, tra i quali anche quello di partecipare alle decisioni che lo riguardano.

Più facile a dirsi che a farsi. Capisco.

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