Quando si punisce il mezzo e non il responsabile

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Leggo su Punto Informatico che la ONLUS Vivi Down ha sporto denuncia per diffamazione e il PM Francesco Cajani di Milano, dopo l'iscrizione nel registro degli indagati dei rappresentanti di Google, ha disposto la perquisizione dell'azienda.

La vicenda e la denuncia nasce dopo la messa on line di un video tramite il servizio Google-video dove si vede un gruppo di ragazzi compiere atti di bullismo e di violenza su un ragazzo down.

Io sono dell'idea che i video sono una grossa opportunità positiva e che danno a tutti la possibilità di esprimere il proprio talento e le proprie idee nel bene e nel male. Se le aziende e i soggetti che contribuiscono a migliorare la nostra esistenza con nuove iniziative e nuove idee come i video, vengono denunciati, puniti e incriminati, allora vuol dire che abbiamo perso il buon senso e il senso della ragione e della giustizia.

Ritengo ingiusto incriminare Google, anzi, il video incriminato visibile attraverso il servizio Google-video ha evidenziato una realtà, quella del bullismo, che c'è da sempre, fin dai tempi di Gesù, non solo nella scuola, ma dappertutto, mettendo a nudo una realtà che l' ipocrisia dei media tradizionali come Tv e giornali, difficilmente avrebbe portato a galla.

Anziché denunciare per diffamazione un mezzo che io non considero responsabile, la Onlus in questione avrebbe fatto meglio a denunciare i genitori di quei ragazzi, responsabili di non aver saputo dare valori in cui credere a quei ragazzi.

Secondo me il principale responsabile di quegli atti di bullismo non è il mezzo, non è Internet, non è Google, ma è la società falsa e ipocrita in cui viviamo, società fatta di programmi TV e telenovele, tutti programmi offerti dalla TV di Stato, dietro pagamento di un canone, evidentemente poco educativi e psicologicamente deleteri per le giovani menti ancora in formazione.

Il principale responsabile è la burocrazia inutile di questo Stato chiamato Italia che toglie spazi e tempo alle famiglie e ai genitori che non trovano più il tempo per stare con i loro figli, per poter dare loro una educazione seria e dei valori in cui credere, abbandonandoli invece davanti alla TV e ai suoi programmi spazzatura.

Agg. del 29/11/06
Per dimostrare che Internet non è quello che si vuol far credere, propongo di fare una offerta alla Vividown.org ai fini della loro missione di sostegno ai disabili.

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