Le inquietudini dei giornalisti

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Oggi su "La Stampa" c'è un articolo del filosofo Gianni Vattimo: "Nel nome del virus, la fragilità dei computer onnipotenti". Ho letto l'articolo e ho capito quale abisso ci sia tra chi è nato e vissuto in mezzo ai pc e all'informatica e chi invece l'informatica e il computer la vive in senso passivo. Forse ho scoperto l'acqua calda.

Nell'articolo leggo: "ma ormai il senso di inquietudine che ci prende quando accendiamo il computer è una sensazione universale". E' una provocazione? Ma quale senso di inquietudine. Ma siamo matti? A me non succede, non è mai successo. Quando accendo il computer, lo faccio meccanicamente e penso a quello che dovrò fare e non c'è nessuna inquietudine. Per di più Vattimo usa il pronome personale di prima persona plurale: noi. Noi chi? I giornalisti?

Si legge inoltre nell'articolo: "... il computer sa fare più cose di quante ne so fare e fargliene fare io, e spesso, quando tocco inavvertitamente un tasto, sfugge al mio controllo.."

A me l'inquietudine viene quando devo salire in auto per spostarmi. L'idea di perderne il controllo (dell'auto, non del computer) e andare a schiantarmi contro un palo oppure che qualcun altro ne perda il controllo e venga addosso a me, mi intimorisce e mi mette inquietudine. Questo sì. Il computer proprio no. Premere il pulsante del pc per accenderlo non mi fa né caldo né freddo.

Se accendere il computer mette inquietudine ad un giornalista-filosofo come Gianni Vattimo, mi sento in dovere di dirgli che non c'è motivo di inquietarsi. Il computer, a differenza della strada, non ha ancora mai ucciso nessuno e non c'è proprio motivo di impensierirsi. Io non ne capisco le ragioni e mi sento di consigliargli di preoccuparsi della strada piuttosto, quella sì che è pericolosa. Ogni giorno leggo sul giornale "La Stampa" notizie di incidenti stradali mortali.

Le "paure" di Vattimo sono riferite ai virus. Infatti si chiede: "Gli hacker che mettono in giro i virus informatici, a loro volta, li controllano davvero?" Ma dai! Cosa vuoi che ti faccia un hacker? Il termine è scorretto, il termine corretto è "cracker". Questi ultimi sono, a mio avviso, persone "infantili" che non trovano niente altro di meglio da fare che penetrare nei computer degli altri per fare danni e far vedere quanto sono bravi a fare danni. Il massimo danno che possono fare è la cancellazione dei tuoi dati.

Non c'è nessun pericolo di morte, semmai una arrabbiatura, una scocciatura, facilmente rimediabile con un backup. Un po' più di cultura informatica insegnerebbe come fare per evitare questi inconvenienti.

Vattimo poi aggiunge "Anche se fosse così, l'inquietudine non diminuirebbe, saremmo sempre nelle mani di misteriosi individui la cui potenza distruttiva aumenta ogni volta che noi mettiamo le mani sulla nostra tastiera ...".

Ma siamo fuori? Ma quale potenza distruttiva ?? Siamo seri. Perché terrorizzare così i piemontesi lettori del quotidiano. Sarà questa una delle ragioni per cui il Piemonte si trova indietro nella diffusione del pc nelle famiglie?

No! Caro Vattimo, io non ci sto. Io non ci credo alla "potenza distruttiva dei misteriosi individui". Quando si parla di potenza distruttiva a me viene in mente una bomba piena di tritolo, un missile, un mitragliatore, un cannone, un uragano, un terremoto, una alluvione. Non mi viene in mente la perdita dei dati, se questo intende per potenza distruttiva.

Bisogna finirla di fare terrorismo informatico. Si spaventano soltanto gli ignoranti che appena sentono parlare di computer, di Internet scappano via terrorizzati, rinunciando alle potenzialità di crescita che queste tecnologie offrono.

I virus informatici non mi spaventano, quello che mi spaventa invece sono i virus biologici: Sars, Aids, Ebola, Influenza, quelli mi intimoriscono.

Fossi in lei, caro Vattimo, mi preoccuperei del livello molto basso di alfabetizzazione informatica esistente in Italia e gli articoli come i suoi li metterei da parte perché non contribuiscono certo ad elevarlo.

I computer non sono onnipotenti, su questo sono d'accordo con lei e non lo diventeranno mai. I computer sono le macchine più stupide esistenti sulla terra. I virus ne sono una dimostrazione. Se lo inquieta il fatto che le centrali elettriche, gli aerei, i treni sono guidati da stupidi computer, stia tranquillo, quei computer sono affidati a personale competente. Io invece mi inquieterei se quei computer fossero affidati a dei giornalisti.

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