Buttafuoco sottovaluta i blog

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"Nei blog mare di bugie" così titola "La Stampa" del 02/08/2007 in una intervista a Pietrangelo Buttafuoco, giornalista polemista, più conosciuto come il sostituto di Giuliano Ferrara nella trasmissione di "Ottoemezzo" su La7 TV. E' strano che una intervista così provocatoria e assurda abbia trovato spazio su un quotidiano come "La Stampa". Quasi quasi disdico l'abbonamento al quotidiano.

Senti cosa dice nell'intervista:
"Il caso più eclatante è quello dei blog, pullulano di narcisisti impazziti pronti a scrivere su ogni argomento che gli capita a tiro. E finiscono per diventare un raccoglitore di banalità con un mucchio di ripetizioni e fesserie."
Il resto te lo lascio leggere a te.

Va di moda, tra i giornalisti, sottovalutare e delegittimare Internet e in particolare i blog, come già fece il giornalista Gianluca Nicoletti dalle pagine di Tuttolibri, un paio di anni fa.

Senti cosa dice Buttafuoco di Google:
"Mai più mi affiderei a un mezzo stra-abusato come Google, a meno che non ci sia il riferimento a un libro."

Quale libro? Forse la Bibbia? Odifreddi, un altro che dall'alto della sua conoscenza logico-matematica, pare sia arrivato alla conclusione che il libro più citato nel panorama mondiale, la Bibbia, è una raccolta di fesserie e incongruenze, per cui i matematici razionali non possono definirsi cristiani cattolici.

Buttafuoco, al pari di Odifreddi, scrive libri e li vende ed evidentemente non sa che i libri di contenuto tecnologico diventano obsoleti in poco tempo e che una enciclopedia scientifica di soli cinque anni fa è superata.

Buttafuoco non sa che Internet, con i blog, sono il principale mezzo a nostra disposizione per mantenerci aggiornati sull'evoluzione tecnologica.

Mi chiedo se Buttafuoco ha mai fatto una ricerca utilizzando Google. Perché io mi preoccupo se nel fare una ricerca su Google, non trovo un riferimento ad un libro. Se poi il riferimento è alla Bibbia, io vado letteralmente in crisi solo al pensiero di Odifreddi e alle sue incongruenze.

Buttafuoco ritiene che Internet sia infarcita di errori e che non facilita l'apprendimento della verità. A me invece pare il contrario.

Senti cosa dice Buttafuoco delle enciclopedie telematiche: "Non hanno attendibilità e hanno più volte dimostrato di arricchirci soltanto di robuste fesserie."

Il giornalista, a mio avviso, oltre a dimostrarsi offensivo e maleducato nei confronti di tutti gli utenti Internet che gestiscono un blog, come il sottoscritto, facendo di tutta un'erba un fascio, dimostra anche un sacco di ignoranza e conoscenza superficiale del mezzo Internet e di cosa sono i blog.

Nell'intervista il giornalista dà l'impressione di porsi come giudice di ciò che è vero e giusto nel panorama mediatico, dove solo ciò che è scritto su libri di carta è degno di essere preso in considerazione, mentre tutto quello che si trova su Internet, dai blog a Google, sono solo robuste fesserie.

Per non parlare dei carrelli per la spesa elettronici che lo inorridiscono e gli fanno venire i brividi. E' evidente l'intento di provocare e fare polemica da parte del giornalista. Forse, Buttafuoco preferisce farsi decine di chilometri sulle strade italiane per andare a toccare e sentire l'odore di ciò che gli serve, rischiando la vita sua e quella degli altri in qualche incidente stradale, mentre io preferisco utilizzare un carrello elettronico, stando seduto e tranquillo davanti al video del computer e acquistare o prenotare ciò che mi serve collegandomi a Internet, risparmiando tempo e benzina, senza intasare il traffico, ma facendo viaggiare le merci al mio domicilio e non il sottoscritto al domicilio della merce in un viaggio inutile e poco razionale.

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La solita propaganda

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