Ottobre 2008 Archives

Alcuni commenti alla Riforma Gelmini della Scuola provenienti da più punti di vista. PERCHE' MANIFESTIAMO CONTRO LA RIFORMA GELMINI - Riforma della scuola: parla il ministro Gelmini - La riforma Gelmini vista dai genitori - Lettera Aperta di un dirigente scolastico al Ministro Gelmini.

PERCHE' MANIFESTIAMO CONTRO LA RIFORMA GELMINI

Andrea Canevaro, pedagogista, integrazione disabili.
Intervista ad Andrea Canevaro
Dario Ianes, didattica e integrazione scolastica.

IcaroTv. Riforma della scuola: parla il ministro Gelmini

Scuola: la riforma Gelmini vista dai genitori - 1

Scuola: la riforma Gelmini vista dai genitori - 2

Lettera Aperta al Ministro Gelmini


Il mio punto di vista:

Il Governo deve tagliare gli stipendi dei parlamentari, dei ministri e di tutti i dipendenti del parlamento e delle amministrazioni pubbliche regionali e comunali. Il Governo deve tagliare gli enti inutili come le Province e accorpare più comuni piccoli confinanti in un unico Comune più grande, riducendo assessori e consiglieri. Il Governo deve rendere pubblici, consultabili su Internet i bilanci di tutte le istituzioni statali dettagliando ogni singola voce di spesa e di entrata, in modo da dare la possibilità ai cittadini di vedere dove vanno a finire i soldi che pagano in tasse. Il Governo deve sburocratizzare l'amministrazione pubblica e semplificarla.

I partiti e la politica imparino a fare propaganda e a confrontarsi con i cittadini su Internet, attraverso siti Web, forum e blog.

La Sanità come anche la Scuola Pubblica Statale vanno valorizzate e finanziate come prima risorsa fondamentale di uno Stato moderno e civile. La scuola privata va detassata e finanziata dal privato che la frequenta. L'editoria privata non va finanziata dallo Stato, ma dal privato interessato a leggerla o a sostenerla.

Robin Hood TAX

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Le banche rispondono a Tremonti e a Berlusconi e alla loro Robin Tax nei modi e nei tempi che sono sotto gli occhi di imprese e artigiani e dei loro dipendenti.
I lavoratori autonomi e i piccoli padroncini hanno modo di meditare.

Ma chi è Robin Hood? Un personaggio a metà tra lo storico e il leggendario, un eroe che ruba ai ricchi per dare ai poveri. Così lo definisce l'immaginario collettivo.
Quindi un intermediario che toglie a chi ha molto per dare a chi ha poco. E' quello che fa lo Stato con la tassazione progressiva da sempre: ridistribuire la ricchezza. Lo Stato ha sempre svolto il ruolo di Robin Hood. Ora Berlusconi e Tremonti escono allo scoperto, rivelando la loro vera identità.

Il guaio, purtroppo è che Robin Hood è diventato l'uomo più ricco d'Italia e chi è ricco non ha bisogno di rubare per dare a chi è povero, perché la ricchezza gli appartiene. Se poi consideriamo che il cristianesimo ha sempre identificato Robin Hood con Satana perché rapinava e uccideva coloro che rappresentavano il potere del governo e della Chiesa e si batteva per la causa dei bisognosi e degli oppressi, il cerchio si chiude. Satana non si mette mai contro se stesso, come dice Gesù nel Vangelo.

Le tasse non piacciono a nessuno checché ne dica Padoa Schioppa. Siccome le tasse non piacciono e siccome le tasse servono a mantenere in piedi servizi sociali come scuola, sanità, ammortizzatori sociali, ecc, i cittadini devono scegliere se preferiscono accettare di essere tassati fino all'esproprio e continuare ad avere servizi sociali inefficienti e costosi, oppure se preferiscono pagare meno tasse, rinunciando ai servizi sociali erogati dallo Stato.

Capra e cavolo appartengono soltanto ai dipendenti dello Stato

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