La tassa di soggiorno

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La tassa di soggiorno, secondo me, è quanto di più vergognoso una pubblica amministrazione possa inventare per darsi la zappa sui piedi.

La tassa di soggiorno è una vergogna.

La tassa di soggiorno è un insulto alla dignità dell'uomo, al pari della legittimazione della proprietà privata che ti priva di ciò che ti appartiene.

La tassa di soggiorno ti sbatte in faccia il concetto che tu sei un estraneo e non appartieni alla comunità, sei un altro, un diverso che deve essere discriminato e quindi tassato, cioè punito e psicologicamente sottomesso per essere venuto al mondo a disturbare in un paese che non è il tuo.

La tassa di soggiorno ti fa capire che in questo mondo, in quel paese, sei poco gradito, che non c'è posto per gli estranei con il portafoglio vuoto che è meglio stiano a casa loro. La tassa di soggiorno è per chi ha il portafoglio gonfio e che può permettersi di pagare il balzello al re di turno e ai suoi cortigiani morti di fame che ti considerano come uno schiavo da sfruttare e non come un cittadino da accogliere.

La tassa di soggiorno è una tassa anticristiana, come lo sono tutte le tasse, e che ti fa capire che prima viene il dio soldo e poi vieni tu come ultima ruota del carro. Solo persone anti sociali, miopi ed egoiste nella carne la possono concepire. Del resto, in un mondo dove la legittimazione della proprietà privata viene accettata come cosa normale, non c'è da meravigliarsi se poi qualcuno ti priva della vita abortendoti.

Affanculo la tassa di soggiorno

Il comico e l'economista 2

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Correva l'anno 2005 quando scrissi due post su Mario Monti, oggi senatore a vita.

In uno di quegli articoli di sei anni fa: Il comico e l'economista commentavo due interviste, una a Beppe Grillo e l'altra a Mario Monti, comparse su La Stampa e scrivevo: Mario Monti è l'unica persona che vederei bene a capo del governo al posto di Silvio Berlusconi.

In un precedente articolo, sempre sei ani fa, scrissi la stessa cosa: Mario Monti a capo del Governo, sollecitando una sua candidatura. Sono passati più di sei anni, le cose sono cambiate, Mario monti arriva un po' in ritardo sulla scena politica italiana, ma meglio tardi che mai. Ci si sveglia in ritardo. E' tardi.

Anche Beppe Grillo che a suo tempo sollecitai come candidato di Governo, è arrivato sulla scena politica italiana con il Movimento 5 Stelle, in ritardo, ma è arrivato anche lui, meglio tardi che mai.

"La politica della concorrenza si fa se trova il consenso dell'opinione pubblica. Ma per questo bisogna far capire quali interessi promuova la liberalizzazione dei mercati attraverso le iniziative dei governi, le decisioni della Commissione Ue e delle Autorità nazionali, la disciplina degli aiuti di Stato, la battaglia contro i cartelli di imprese e gli abusi di posizione dominante". Parole di Mario Monti in una intervista al Corriere del 11/04/2005.

Gli abusi di posizione dominante andrebbero contrastati non solo tra le imprese, ma anche in politica, tra i politici e i partiti stessi, a partire dallo stesso Mario Monti, se trova il consenso dell'opinione pubblica, per dovere di coerenza. Gli abusi di posizione dominante, poi, hanno la loro origine nella proprietà privata che andrebbe rivista e superata introducendo una economia di comunione a livello globale.

Mario Monti è una persona seria che stimo e apprezzo e che vedrei bene a capo di un Governo affinché introduca una sana concorrenza tra i politici per primi, mettendo fine ai loro privilegi, sarà la volta buona o sarà l'ennesima presa per i fondelli? La vedo dura con la classe politica che ci ritroviamo non scelta dai cittadini, ma dai leader dei partiti. Il metodo delle nomine da parte del Presidente della Repubblica poi, come in questo caso, non lo ritengo corretto da un punto di vista democratico, perché scavalca il popolo, mentre dovrebbero essere i cittadini stessi a partecipare alle decisioni che li riguardano, se vogliamo essere veramente democratici e non prenderci in giro.

La politica, in questo frangente, sta dimostrando tutta la sua ipocrisia e incompetenza focalizzando il dibattito sulla crisi economica e sullo spread dei titoli di Stato quando. Invece, si dovrebbe parlare del conflitto di interessi, mettendo mano ai costi della politica, alle disuguaglianze sociali, al costo dei privilegi dei parlamentari, del peso della burocrazia, delle baby pensioni, dello spreco di risorse nel mantenere in piedi strutture come le Regioni, le Province i Comuni, le agenzie territoriali del Catasto, le comunità montane, e tante altre strutture burocratiche, a mio avviso, assurde e inutili.

E' chiaro che se prima non si mette mano a queste voci di spesa senza controllo, l'italiano chiamato a fare l'ennesimo sacrificio, si tira indietro e protesta.

Sono passati sei anni da quei post, e tante cose sono cambiate a livello internazionale, ma a livello nazionale è cambiato poco. Oggi occorrerebbe affiancare a Mario Monti, persone giovani come Vittorio Bertola e Chiara Appendino, eletti consiglieri al Comune di Torino per il Movimento 5 Stelle. Sono persone competenti che sanno il fatto loro e che possono portare idee nuove, ora, non tra altri sei anni.

Ad esempio Vittorio Bertola, facendosi portavoce dell' Internet Governance Forum Italia che si tiene a Trento, scrive a Mario Monti sollecitando "... l'attenzione sull'accesso ad Internet come diritto fondamentale della persona, come già riconosciuto da costituzioni, leggi nazionali e risoluzioni del Parlamento Europeo e del Consiglio d'Europa; sul riconoscimento in via di principio della conoscenza come bene comune globale; sulla garanzia della neutralità della rete in relazione ai flussi di dati; sulla definizione di uno statuto del lavoro in rete".

Il video di Serafino Massoni su Mario Monti, Antonio Di Pietro e Nichi Vendola.


Giochi di Borsa

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Devi sapere una cosa: la Borsa, quella dove si comprano e si vendono titoli azionari e similari, è in mano ai computer. Sono i programmi software di analisi economica-finanziaria installati sui computer degli investitori e degli operatori finanziari che fanno salire e scendere la Borsa. Non sono i mercati finanziari di per sé, non è la fiducia o la sfiducia dei mercati in un programma economico-finanziario di un governo o in un presidente piuttosto che un altro. No, oramai la Borsa è quasi tutta in mano ai computer e ai loro software di analisi finanziaria che funzionano su analisi di tipo probabilistico, sulla matematica.

Questi software usano metodi di intelligenza artificiale per analizzare l'andamento dei titoli finanziari e lo fanno su regole di tipo matematico-probabilistico, su dati storici. Sono programmi che funzionano un po' come i programmi che simulano le previsioni del tempo, ma al contrario.

Questi programmi sono sordi al colore dei governi e alla loro politica economico-finanziaria. Lo dimostra il fatto che quando l'Italia è stata recentemente declassata dall'agenzia di rating, la Borsa di Milano è salita, quando tu, invece, ti saresti aspettato un calo. I computer se ne fanno un baffo delle agenzie di rating.

Gli operatori finanziari guadagnano quando la Borsa cala, perché quando la Borsa cala significa che gli operatori passano all'incasso, cioè vendono i titoli che hanno in pancia realizzando il surplus tra acquisto e vendita. Chi decide quando vendere e quando comprare non è l'operatore finanziario in persona, ma è il software di intelligenza artificiale che gira sul computer collegato alla sede operativa della Banca o della Borsa, sulla base di parametri impostati dall'operatore finanziario.

I parametri non riguardano il colore del governo o il nome del presidente del governo, non riguardano la percentuale di tassazione che i governi impongono ai cittadini o il numero di sacrifici che debbono fare per diminuire il debito pubblico, ma riguardano il guadagno minimo da realizzare e la perdita massima tollerabile su un titolo o su un certo paniere di titoli in un determinato arco di tempo, tenendo presente l'andamento dei tioli nel paniere. La scelta del titolo da comperare o vendere è poi basata sull'analisi statistica del suo andamento storico nel tempo che il software di intelligenza artificiale compie considerando anche l'andamento di diversi prodotti finanziari che si hanno nel paniere, correlato all'andamento dei titoli fuori paniere.

La Borsa oramai è come un gioco di strategia, un gioco come un altro pilotato dai computer. Secondo me è da stupidi condizionare la politica economica di un Paese dall'andamento delle Borse. Tuttavia l'andamento delle Borse, quando negativo, può diventare una comoda e facile scusa sulla quale fare perno per imporre nuove tasse e sacrifici ai cittadini acritici, da parte dei governi da un lato e dai media maintream compiacenti, per farglieli digerire psicologicamente, dall'altro lato.

Contro il DDL intercettazioni Wikipedia Italia, l'enciclopedia online, si oscura per protesta.

Così si legge in uno stralcio del comunicato del 04/10/2011 su ogni pagina web della famosa enciclopedia: "Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla. Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto -- neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti -- rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto -- indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive -- di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

Condivido pienamente le ragioni di Wikipedia Italia e ritengo il comma 29 dell'art. 1 del DDL "intercettazioni" una grave lesione del diritto di libertà, di parola ed espressione di ogni cittadino (persona fisica o giuridica ha poca importanza) che intenda servirsi del Web per esprimere i propri pensieri. La Repubblica Italiana dovrebbe garantire a tutti i cittadini la libertà di espressione, serenamente, con ogni mezzo, senza creare un clima di tensione e incertezza con obblighi assurdi e fuori da ogni logica di buon senso.

L' Avv. Giusella Finocchiaro commenta l'art 1, comma 29 dalle pagine di www.blogstudiolegalefinocchiaro.it: "Oltre alle pesanti sanzioni (da Euro 7.746 ad Euro 12.911) e oltre ai termini stringenti per la rettifica (appena quarantotto ore dalla richiesta) che appaiono concretamente non praticabili, il grave pericolo è che, a lungo termine, questa norma, se approvata, consentirà di equiparare siti (e blog) ai giornali, creando il presupposto per l'applicazione di norme severe (amministrativamente impegnative, e corredate di sanzioni penali) nate per le imprese di informazione ai "siti informatici" e magari ad ogni trasmissione telematica (perchè no? anche social network e Twitter)."

Stralcio del comma 29, art.1 del DDL Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilita` amministrativa delle persone giuridiche: "All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il terzo comma e` inserito il seguente: «Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell'articolo 32 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilita` della notizia cui si riferiscono.»; b) al quarto comma, dopo le parole: «devono essere pubblicate» sono inserite le seguenti: «, senza commento,»; c) dopo il quarto comma e` inserito il seguente: «Per la stampa non periodica l'autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all'articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cura e spese su non piu` di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verita`, purche´ le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata, entro sette giorni dalla richiesta, con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l'ha determinata.»; d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, e sesto comma» e le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, quinto e sesto comma»;"

Dal mio punto di vista, si tratta di un vero e proprio delirio giuridico che ti fa comprendere la penosa situazione economica italiana. Viene da chiedersi che senso ha continuare a vivere in questo paese che sarebbe forse meglio abbandonare al suo triste destino.

La particella di Maria

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Oggi leggo una nota dell'Ansa dove si dice che: La 'particella di Dio' è alle strette: il raggio delle ricerche si è ristretto ulteriormente e potrebbe essere ormai questione di settimane arrivare alla risposta tanto attesa sull'esistenza o meno del bosone di Higgs dal quale dipende la massa.
http://ansa.it/web/notizie/specializzati/scienza/2011/08/22/visualizza_new.html_753567754.html

A sì? Non l'hanno ancora trovata? E dire che è da anni che la stanno cercando. Forse hanno sbagliato particella. Secondo me non si tratta della particella di Dio, ma della particella di Maria.

A leggere la nota dell'Ansa c'è da restare stupefatti sulle dichiarazioni rilasciate dai fisici del Cern: "Se il bosone di Higgs esiste, lo troveremo. Se invece non esiste, la situazione sarà ancora più intrigante perché questo significherà che deve esistere qualcos'altro, qualche altro fenomeno o qualche altra particella che svolga il ruolo attribuito al bosone di Higgs. La situazione è aperta e l'eccitazione è alle stelle".

Appunto, se non esiste la particella di Dio, vuol dire che deve esistere qualcosa d'altro di molto più intrigante: la particella di Maria. Decisamente! Una donna è molto più intrigante di un Dio che si nasconde e che ci prende in giro.

Ci vorrà, molto probabilmente, un altro Lhc, ma più grosso, molto più grosso, perché si tratterà di andare alla ricerca del punto G, il bosone G, la particella della massa gravitazionale, per cui ora presumo che sia urgente progettare un lhG dove si concentreranno gli studi dei fisici sulla massa gravitazionale della particella di Maria.

Morire di sete

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Il 12 e 13 Giugno 2011 ci sarà il referendum sulla gestione pubblica dell'acqua. Non mi sembra il caso di fare panegirici per affermare un semplice concetto: l'acqua è un bene comune indispensabile alla vita e che appartiene a tutti e come tale va condiviso. La gestione delle risorse idriche appartiene ai cittadini e ritengo che nessun ente privato abbia il diritto di appropriarsi in modo esclusivo della sua gestione per trarne profitto. Votare sì all'abrogazione della legge che vuole rendere privata la gestione dell'acqua è un grande segno di responsabilità e civiltà.

Fusione fredda fatta in casa

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Sul Web, ma ora anche sui media tradizionali, continua con toni molto accessi la discussione sulla fusione fredda. Nei due post predenti ho parlato del catalizzatore di energia messo a punto dall' ing. Andrea Rossi con il contributo del fisico dell'Università di Bologna: il professore emerito Sergio Focardi. Malgrado le testimonianza positive di due fisici svedesi venuti apposta dalla Svezia, lo scetticismo continua a regnare sovrano.

Allora, cosa ho fatto io per dipanare ogni dubbio? Ho allestito un esperimento di fusione fredda che più fredda non si può. Come dice la parola, ho subito pensato al frigorifero, in particolare al freezer dove tengo il ghiaccio. Non potevo mica pensare al forno perché altrimenti sarebbe stata una fusione calda. Ho pensato subito al freezer del frigorifero.

Ho preso, quindi, dal freezer un pezzo di ghiaccio, perché il ghiaccio è freddo e ho cercato di fonderlo ricavando energia e devo dire che la cosa funziona. Sì, funziona alla grande. Si riesce a ricavare energia dalla fusione fredda del ghiaccio. Ho pure fatto un video dimostrativo per farti vedere il fenomeno della fusione fredda. Per ricavare energia dal ghiaccio, fondendolo, come avviene in una vera fusione fredda, mi sono servito di un motore Stirling che funziona secondo il principio della differenza di temperatura.

Guarda che roba:

Hai visto come si fa la fusione fredda? Ho pure misurato la temperatura per accertarmi che fosse vera fusione fredda: +5°C circa, ora non ci sono più dubbi: è vera fusione fredda!!! Non c'è trucco e non c'è inganno. Il ghiaccio, fondendosi o meglio sciogliendosi, mette in moto la rotellina del motore Stirling ottenendo così energia meccanica. Vedi, funziona e basta, riesco ad ottenere energia meccanica sciogliendo il ghiaccio. Fine delle sterili polemiche sulla fusione fredda.

Gli altri, invece di usare un semplice motore Stirling come ho fatto io, hanno concepito un complesso e arzigogolato tubo di metallo dove ci hanno messo dentro polveri strane, resistenze elettriche e si sono collegati alla rete elettrica per scaldare delle resistenze e da qui scaldare l'acqua fino ad ebollizione e poter dire di ottenere energia termica. Ma ragazzi, sono capace anch'io di scaldare l'acqua con le resistenze elettriche. Quella, dal mio punto di vista, non è fusione fredda, ma è fusione calda.

La fusione fredda, la si deve fare con il freddo, non con il caldo, altrimenti ci prendiamo solo in giro.

Ma qui, la questione è un'altra: il bilancio energetico. Ecco l'origine di tutte le sterili polemiche sulla fusione fredda. Quanta energia elettrica mi tocca consumare per fare pochi centimetri cubi di ghiaccio nel freezer e quanta energia meccanica riesco a ottenere fondendo il ghiaccio? Mistero dei misteri.

Domanda da un milione di dollari: con l'energia meccanica che ottengo fondendo per esempio 10 cm cubi di ghiaccio, riesco poi a ricavare energia elettrica per formare di nuovo 10 o meglio 11 cm cubi di ghiaccio? Se sì, bene, vuol dire che il bilancio energetico è alla pari o positivo. Se no, male, è meglio che mi dedichi all'ippica, perché il bilancio energetico è negativo.

Vittorio Bertola candidato Sindaco al Comune di Torino.

Mi fa piacere apprendere che Vittorio Bertola è candidato Sindaco al Comune di Torino. Mi sarebbe piaciuto vederlo come presidente alla regione Piemonte o meglio ancora candidato alla Presidenza del Consiglio, per cui invidio i torinesi che hanno la possibilità di eleggere alla carica di Sindaco della loro città una persona seria, capace e competente e che secondo me può valorizzare Torino nel mondo. Spero che i torinesi non si lascino scappare l'occasione che hanno tra le mani.

Vittorio Bertola sindaco per Torino - 30/4/2011 piazza Castello: video

Continua a fare parlare di sé il catalizzatore di energia Rossi-Focardi di cui ho accennato nel precedente post.

Dopo che su Internet si sono scatenate le polemiche, soprattutto su come sono state condotte le misurazioni di energia da parte dei fisici dell' Università di Bologna, ora sono intervenute due personalità importanti del mondo scientifico, per dichiarare che siamo difronte ad una reazione nucleare.

Sul Web si sta parlando molto del catalizzatore di energia Rossi-Focardi e dell'esperimento fatto presso l'università di Bologna. Il catalizzatore di energia Rossi-Focardi è un apparato (reattore) messo a punto dall'Ing. Andrea Rossi e dal professore emerito dell'Università di Bologna: Sergio Focardi e produrrebbe più energia di quella immessa per farlo funzionare.

La sua presentazione si trova sul blog Journal of Nuclear Physics . I risultati delle misure hanno riscontrato la produzione di una grande quantità di energia termica senza però arrivare ad una spiegazione teorica e fisica. I risultati sono contenuti in un report del professore Levi, disponibile qui: www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=395 . Dalle misurazioni fatte da personale tecnico indipendente presso l'Università di Bologna si è riscontrata effettivamente una reazione eso-energetica, cioè una liberazione di notevole energia che tuttavia non si riesce a spiegare, come ammettono gli stessi inventori, pur avanzando delle ipotesi.

Caso Ruby: a chi gliene frega?

in Varie | No Comments

Interessante video di Serafino Massoni sul caso Ruby e sulla separazione degli italiani sul piano economico: lavoratori autonomi-lavoratori dipendenti e non più sul piano ideologico USA-URSS, a partire dalla caduta del comunismo.

Htc Dream con Android 2.2 Froyo

in Hardware | 1 Comment

Come saprai, io sono un appassionato di Android: una sorta di sistema operativo per telefoni palmari che ho avuto modo di testare sul palmare Htc Dream Tim fin dalla versione 1.1. Dopo aver aggiornato il palmare alla versione 1.5 di Android l'anno scorso, ora ho deciso di aggiornarlo di nuovo, portandolo alla versione Android 2.2 chiamata anche "Froyo", sebbene la build è la FRF83 e non quella ufficiale FRF85. Per farlo ho utilizzato uno dei tanti firmware ROM moddati messi a disposizione gratuitamente da alcuni sviluppatori e appassionati di Android, dei quali, uno tra i più famosi va sotto il nome di Cyanogen. In realtà si tratta di una comunità di sviluppatori di firmware Android da flashare nella memoria Rom dei telefonini-palmari opportunamente predisposti.

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